Radici profonde, futuro radioso: il Brunello nella quarta generazione di Caprili.

Un secolo di storia, rinnovamento e passione: il viaggio di Caprili verso l’eccellenza nel vino

Tasted by Adua Villa

All’inizio del XX secolo, la famiglia Bartolommei, con radici profonde nel cuore agricolo della Toscana, piantava le basi di quello che sarebbe diventato un faro di eccellenza nel mondo del vino: l’Azienda Agricola Caprili. Situata nell’idilliaco paesaggio di Montalcino, questa tenuta ha attraversato più di un secolo di storia, evolvendo da semplice podere mezzadrile a cantina di riferimento per gli amanti del Brunello di Montalcino. La storia di Caprili è un affascinante racconto di passione, resilienza e modernizzazione, narrato oggi con orgoglio da Giacomo Bartolommei, rappresentante della quarta generazione.

Oggi Giacomo, giovane enologo e portavoce dell’eredità di famiglia ci racconta, durante un pranzo davvero spettacolare a Firenze da Ora D’Aria con la sapiente maestria dello Chef Marco Stabile, che “La vera origine della produzione di Montalcino è nelle storie di famiglie come la nostra. Il mio bisnonno Adalberto nacque in azienda nel 1910, all’alba di una storia che avrebbe radicato la nostra famiglia in questa terra fertile.”

Giacomo racconta con fervore le tappe salienti che hanno segnato il percorso di Caprili: dalla piantumazione del primo ettaro di viti nel 1965, alla prima vendemmia di Brunello nel 1978, fino all’espansione moderna sotto la guida illuminata di suo nonno Alfio. “Ogni generazione ha lasciato un’impronta indelebile su Caprili, ma è stata la visione e la determinazione di mio nonno a segnare il destino della nostra azienda,” riflette con ammirazione.

La filosofia di Caprili, radicata nella tradizione ma sempre protesa verso il rinnovamento, trova espressione nei suoi vini, frutto di un legame indissolubile con il territorio. La Riserva “AdAlberto”, per esempio, è un omaggio alla vigna “Madre”, piantata dal bisnonno di Giacomo e dedicata al suo avo. “Produzione limitata, solo nelle annate eccezionali,” sottolinea Giacomo, “perché rappresenta la quintessenza del nostro impegno verso la qualità e la continuità generazionale.”

Sotto la guida della quarta generazione, Caprili ha abbracciato la sostenibilità come pilastro della sua filosofia produttiva. La cantina, costruita con materiali eco-compatibili e dotata di un tetto verde, è solo un esempio di come la tecnologia sia al servizio della cultura enologica e del rispetto per l’ambiente.

 “Abbiamo integrato le pratiche agricole biologiche con la tecnologia più avanzata, senza mai perdere di vista l’essenza del nostro Brunello,” afferma Giacomo, illustrando i progetti di ricerca condotti in collaborazione con l’Università di Siena per selezionare i cloni di Sangiovese più adatti ai futuri impianti.

La discussione si sposta poi sull’affinamento del vino, un processo che Giacomo descrive con precisione e passione. “Per il Rosso di Montalcino e il Brunello, utilizziamo un mix di legni che esalta le caratteristiche varietali del Sangiovese, preservandone l’identità e l’espressione territoriale.” Questo approccio riflette la filosofia di Caprili di produrre vini che siano non solo un piacere per il palato, ma anche un racconto autentico delle stagioni e del suolo di Montalcino.

Davanti ad una batteria di Brunello di Montalcino Riserva AdAlberto che spaziano dalla più recente 2018 a ritroso fino alla 2010, discutiamo dell’impatto del cambiamento climatico e di come la tenuta si stia adattando a queste nuove sfide. “L’agricoltura di precisione e una gestione attenta delle risorse idriche sono solo alcuni degli strumenti che ci permettono di preservare l’equilibrio del nostro ecosistema,” spiega, evidenziando l’importanza di un approccio proattivo per garantire la sostenibilità a lungo termine della produzione.

Degustando il Brunello di Montalcino Riserva “AdAlberto”, è impossibile non restare colpiti dalla complessità e dalla profondità di questo vino, che incapsula perfettamente la storia e la passione della famiglia Bartolommei. Giacomo descrive con entusiasmo le caratteristiche di ciascuna annata, sottolineando come variazioni climatiche e scelte agronomiche si riflettano nel bicchiere.

L’azienda si trova nella zona sud di Montalcino e nelle annate più fresche qui si ottiene un’interpretazione molto interessante del Brunello.

Giacomo condivide i piani futuri per Caprili, che includono non solo l’espansione della gamma di vini, ma anche il rafforzamento delle iniziative di enoturismo per avvicinare ancora di più gli appassionati alla realtà della viticoltura a Montalcino. “Vogliamo che Caprili sia non solo sinonimo di eccellenza nel mondo del Brunello, ma anche un luogo dove condividere e trasmettere la nostra passione per questa terra,” afferma con convinzione.

Infatti ad oggi tramite il loro sito si possono prenotare diversi tipi di degustazione, ed essendo una vera e propria farm qui avrete la possibilità di acquistare il loro miele e la piccola produzione del loro Olio Extravergine di Oliva.

Finito il pranzo mi avvio fra i vicoli di Firenze che si aprono fra piazze e palazzi storici e rifletto su come questa azienda, guidata dalla visione di quattro generazioni, sia riuscita a evolversi mantenendo saldo il legame con le proprie radici. La storia di Caprili è un inno alla resilienza, alla qualità e al ammodernamento: Giacomo su undici persone che oggi lavorano in questa realtà è il più grande e ha poco più di 30 anni 🙂

La quarta generazione di questa storica famiglia non solo ha preservato il patrimonio centenario del Brunello di Montalcino, ma lo sta portando verso nuove vette di riconoscimento e apprezzamento internazionale, promettendo che la storia di Caprili continuerà a essere raccontata e celebrata per molte generazioni a venire. Ad oggi questa azienda produce circa 160.000 bottiglie.

Ma prima di lasciarvi alle mie note di degustazione vi consiglio vivamente di fare una tappa in questo ristorante fiorentino Ora D’Aria, vi innamorerete dei loro tortellini di manzo alla chiantigiana con panna, lemongrass e polvere di capperi.

TO DO DRINK:

Brunello di Montalcino Riserva 2018 AdAlberto
Questi vini hanno un tempo di invecchiamento molto lungo anche in bottiglia. 2018 Vibrante e molto giocoso, concentrato e con uno slancio sapido davvero interessante.

Brunello di Montalcino Riserva 2016 AdAlberto
L’Annata 2016 a Montalcino non ha bisogno di presentazione. È stata importantissima e la qualità media delle uve altissima e molto generosa.

Brunello di Montalcino Riserva 2015 AdAlberto
Annata 2015 dal frutto molto concentrato e fresco, con un tannino presente ad equilibrare e asciugare. Il fatto di berlo dalla Magnum ci fa apprezzare di più l’invecchiamento.

Brunello di Montalcino Riserva 2012 AdAlberto
Inverno rigido e nevicate hanno contraddistinto l’annata 2012, e un’estate molto calda e con scarse precipitazioni hanno portato in alcuni casi, i vigneti ai limiti dell’equilibrio. Ma poi le piogge di settembre hanno sanato questa stagione e creato un Brunello d’eccezione. Questi sono vini che, in annate come queste, possono invecchiare per diversi decenni.

Brunello di Montalcino Riserva 2010 Adalberto
La 2010 è stata la prima grande annata dopo la 2006.
Annata dove andamento climatico, maturazione, sanità delle uve sono state praticamente perfette da Caprili.

About

Smak Magazine è il vostro compagno ideale per esplorare queste affascinanti sfere, guidati dall’esperienza diretta del nostro team di professionisti nel settore.
Unitevi a noi in questo viaggio di sapori, profumi ed emozioni. Smak Magazine: dove la nostra esperienza diretta diventa la vostra guida!
Scopri di più

Contatti

Globetrotter Gourmet © 2024 - P. Iva 04872120284 - Privacy Policy - Cookie Policy - Sito realizzato da kreattivamente